{"id":178,"date":"2018-02-07T17:01:20","date_gmt":"2018-02-07T16:01:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/?p=178"},"modified":"2018-02-07T17:08:47","modified_gmt":"2018-02-07T16:08:47","slug":"lamicizia-commerciale-tra-italia-e-iran","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/lamicizia-commerciale-tra-italia-e-iran\/","title":{"rendered":"L&#8217;amicizia commerciale tra Italia e Iran"},"content":{"rendered":"<div class=\"itemIntroText\">\n<p>Che paese \u00e8 l\u2019Iran, inteso come economia? Qualche indizio \u00e8 venuto da un\u2019esposizione delle attivit\u00e0 produttive dell\u2019Iran alla Fiera di Roma. Un \u201cIran Expo\u201d: evento inusuale, perch\u00e9 fino a meno di un anno fa il paese mediorientale era sotto pesanti sanzioni internazionali. Di fatto, un paese isolato dall\u2019economia globale.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<div id=\"p_741947_i_0\" class=\"item_text\">\n<p>Le sanzioni sono cadute solo nel gennaio di quest\u2019anno, quando \u00e8 formalmente entrato in vigore l\u2019accordo che ha messo fine al contenzioso sul programma nucleare iraniano. E solo allora le relazioni economiche e commerciali hanno cominciato a normalizzarsi.<\/p>\n<p>L\u2019esposizione di Roma ha offerto uno spaccato di una discreta capacit\u00e0 industriale e di un\u2019economia dinamica, e anche molto diversificata. L\u2019Iran \u00e8 uno dei grandi produttori di petrolio e gas naturale, che fanno circa l\u201980 per cento delle esportazioni e sono la prima fonte delle entrate dello stato (circa il 40 per cento). Rilanciare la produzione di idrocarburi resta una delle priorit\u00e0 del governo iraniano. Petrolio e gas per\u00f2 costituiscono circa un quarto del prodotto interno lordo: cio\u00e8, i tre quarti dell\u2019economia poggiano su altro. Tra i padiglioni della Fiera di Roma c\u2019erano l\u2019industria \u201cpesante\u201d e \u201cleggera\u201d, grandi conglomerati di stato e piccole imprese indipendenti. Imprese meccaniche, chimiche, di ingegneria, produttori di parti per macchinari industriali e per automobili e camion. Poi agroalimentare, farmaceutica, marmi, produttori di pelli, scarpe, abbigliamento. Con un contorno di banche (italiane), studi legali, e aziende di intermediazione commerciale.<\/p>\n<p>L\u2019interesse delle imprese europee per l\u2019Iran \u00e8 chiaro. \u00c8 un paese di 80 milioni di abitanti, per lo pi\u00f9 giovani (due terzi hanno meno di 35 anni) e molto istruiti. Conta una ventina di citt\u00e0 sopra al milione di abitanti, la capitale Teheran supera i 12 milioni. Paese dinamico, con un\u2019ampia classe media urbanizzata e buone aspettative di crescita, un mercato che si apre. Si capisce che nell\u2019ultimo anno delegazioni commerciali di tutta Europa si siano precipitate a Teheran, compresa una missione di quasi 400 imprenditori italiani: per imprese alla disperata ricerca di nuovi mercati, l\u2019<a href=\"http:\/\/www.internazionale.it\/reportage\/2015\/12\/12\/iran-italia-commercio-aziende\">Iran \u00e8 una miniera d\u2019oro<\/a>.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"item_quote\">\n<p>Se perdiamo quest\u2019occasione le aziende iraniane andranno a cercare soci altrove, magari in Germania<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"p_741947_i_2\" class=\"item_text\">\n<p>L\u2019Italia oggi \u00e8 il secondo partner europeo dell\u2019Iran dopo la Germania; importiamo soprattutto petrolio, ed esportiamo soprattutto macchinari. Nel 2011 l\u2019intercambio (la somma di importazioni ed esportazioni) aveva toccato il massimo storico, sette miliardi di euro. Crollato in seguito alle sanzioni (l\u2019embargo sul petrolio e l\u2019industria degli idrocarburi, e sulle transazioni bancarie), nel 2013\u00a0ha segnato il minimo, cio\u00e8 1,2 miliardi. Poi ha cominciato a risalire: nel 2015\u00a0ha raggiunto 1,6 miliardi, secondo <a href=\"http:\/\/intern.az\/1vNA\">la camera di commercio italoiraniana<\/a>.<\/p>\n<p>Questa volta sono le imprese iraniane che vengono a mettersi in mostra. \u201cDopo l\u2019accordo sul nucleare e la fine delle sanzioni, le imprese iraniane cercano capitali, investimenti e tecnologie\u201d, spiega un manager dell\u2019ente di stato per lo sviluppo dell\u2019industria mineraria (Imidro), in un grande stand che espone foto di raffinerie, operai in posa accanto a montagne di polvere di bauxite (estratta in Guinea, in joint venture con un\u2019impresa mineraria locale), impianti per la produzione di alluminio. L\u2019industria iraniana parte da un buon livello tecnologico, osserva: \u201cMa per troppi anni siamo stati isolati a causa delle sanzioni, le imprese iraniane hanno bisogno di innovazione, di acquisire nuove tecnologie\u201d.<\/p>\n<p>\u201cCerchiamo partner per lavorare in joint venture sia in Iran, sia altrove in Medio Oriente e in Africa\u201d, aggiunge Ahmadi Motlagh, direttore del marketing internazionale di Mahab Ghodss, impresa ingegneristica che progetta grandi opere, in particolare dighe e impianti idrici (l\u2019impresa ha duemila dipendenti e quattro uffici sparsi tra la Turchia e l\u2019India). \u201cSe perdiamo quest\u2019occasione le aziende iraniane andranno a cercare altrove, magari in Germania\u201d, dice Davood Foroutan, responsabile del marketing di Irasco, impresa di intermediazione registrata in Italia (con soci iraniani e tedeschi). In vent\u2019anni di attivit\u00e0, spiega, la sua ditta ha lanciato progetti industriali per oltre 1,7 miliardi di dollari, soprattutto nei settori della metallurgia, del petrolio, e della siderurgia. Ora \u201cpuntiamo su piccoli progetti, da 10\u00a0o 15 milioni, nella speranza di rimettere in moto il mercato e tornare a progetti pi\u00f9 importanti\u201d.<\/p>\n<p><strong>Un paese un po\u2019 speciale<\/strong><br \/>\nLa realt\u00e0 \u00e8 che s\u00ec, le sanzioni sono finite e molti guardano all\u2019Iran come a un\u2019opportunit\u00e0, ma la partenza \u00e8 lenta. L\u2019Iran continua a essere visto come un paese un po\u2019 speciale. \u201cDal punto di vista legale non ci sono impedimenti\u201d, spiega Emad Tabatabae\u00ec, giovane avvocato che lavora a Milano con un grande studio legale, Nctm, per fare consulenza alle imprese italiane che investono in Iran, e viceversa a quelle iraniane che lavorano in Italia (di recente lo studio milanese ha aperto una filiale a Teheran, in joint venture con un partner iraniano, ed \u00e8 solo uno dei numerosi studi legali internazionali in feroce competizione per affermarsi in Iran). Gli ostacoli alle transazioni finanziarie sono venuti meno, continua l\u2019avvocato, le banche iraniane sono rientrate nel sistema swift, il sistema telematico che permette i trasferimenti di denaro in tempo reale tra banche. \u201cLe grandi banche asiatiche sono tornate a lavorare con l\u2019Iran. Quelle europee invece sono riluttanti, vogliono vedere cosa faranno gli Stati Uniti\u201d, spiega. Washington infatti mantiene sanzioni unilaterali, e molti temono che allacciare rapporti con l\u2019Iran possa esporre a ritorsioni da parte statunitense.<\/p>\n<p>Per le banche piccole e medie \u00e8 un\u2019ottima occasione. In Italia, per esempio, le transazioni con l\u2019Iran passano attraverso alcune banche popolari. \u201cQuando \u00e8 passato l\u2019accordo sul nucleare molti vecchi partner iraniani hanno cominciato a riprendere contatti: cos\u00ec, quando in gennaio \u00e8 scattata la fine delle sanzioni, eravamo pronti a ripartire\u201d, dice Giovanni Forcati, responsabile estero commerciale della Banca popolare di Vicenza. Oggi l\u2019istituto vicentino ha ristabilito rapporti e \u201cscambiato le chiavi\u201d (cio\u00e8 i codici swift) con otto banche iraniane, cosa che implica tra l\u2019altro armonizzare sistemi di sicurezza e controlli antiriciclaggio. Finito il sistema di autorizzazioni che vigeva negli anni dell\u2019embargo, ora sta alle banche e alle imprese verificare che la transazione non riguardi prodotti o persone sulla \u201clista nera\u201d (una lista di beni, tecnologie, enti e persone fisiche strettamente collegati all\u2019industria bellica e al nucleare con potenziale uso militare, su cui resta l\u2019embargo).<\/p>\n<p>L\u2019importante \u00e8 rimettere in moto gli affari, ripetono invariabilmente consulenti legali, dirigenti di banca, intermediatori commerciali durante la Fiera dell\u2019Iran a Roma. La ripresa \u00e8 trainata da settori \u201cpesanti\u201d, idrocarburi, infrastrutture, e trasporti (il governo iraniano intende investire 15 miliardi di euro nei prossimi anni in aeroporti, porti e ferrovie): dunque grandi aziende, per lo pi\u00f9 del settore pubblico. E riguarda la Sace, l\u2019ente italiano che offre garanzia al credito. Il primo accordo di rilievo \u00e8 quello firmato in febbraio da Italfer (gruppo Ferrovie dello stato) con il ministero iraniano dei trasporti, per progettare linee di alta velocit\u00e0 tra Teheran, Qom e Isfahan: un\u2019impresa da cinque miliardi di euro, incluso l\u2019export di materiale rotante (vagoni, locomotive). Il governo iraniano spera che anche l\u2019Eni torni a investire nel paese: \u201cPer noi \u00e8 importante non solo per sviluppare la produzione petrolchimica ma anche per ridare slancio alle infrastrutture\u201d, diceva il ministro dell\u2019industria Mohammad Reza Nematzadeh, durante l\u2019Iran Expo a Roma.<\/p>\n<p>Per il resto, l\u2019Iran \u00e8 un paese di piccole e medie imprese, proprio come l\u2019Italia, e la fiera \u00e8 stata una nuova occasione \u201cbusiness to business\u201d, per scambiarsi progetti e stringere accordi. Italiani in cerca di mercati, iraniani in cerca di partner, tecnologie, design. E tutti in cerca di capitali e finanziamenti. Forse la cosa che pi\u00f9 colpiva, tra i padiglioni dell\u2019Iran Expo, era sentire tanti operatori iraniani parlare un ottimo italiano: persone bilingue, con un piede in Italia e uno in Iran, decise a tenere aperte le porte tra i due paesi.<\/p>\n<p>Fonte: Internazionale, Marina Forti<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che paese \u00e8 l\u2019Iran, inteso come economia? Qualche indizio \u00e8 venuto da un\u2019esposizione delle attivit\u00e0 produttive dell\u2019Iran alla Fiera di Roma. Un \u201cIran Expo\u201d: evento inusuale,<span class=\"excerpt-hellip\"> [\u2026]<\/span><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":139,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-sahaka-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=178"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":179,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/178\/revisions\/179"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media\/139"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=178"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=178"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.sahaka.net\/en\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=178"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}